TEATRO


RASSEGNA DI TEATRO CONTEMPORANEO / STAGIONE 2018/2019
Message in a bottle
a cura di KanterStrasse TeatroDiffusioni festival
Realizzata con il sostegno di Comune di Terranuova Bracciolini, Regione Toscana, Rete Teatrale Aretina, Ministero per i Beni e le attività culturali

I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle

The Police, 1979

Un messaggio in bottiglia è un messaggio lanciato in balia delle correnti che forse sarà recuperato oppure no: un messaggio di un naufrago, un s.o.s. Ma a volte capita di trovarsi in mezzo ad un sacco di bottiglie, immersi tra una moltitudine di messaggi e, come dicono i Police, allora forse non siamo gli unici naufraghi, magari siamo tutti naufraghi in cerca di qualcosa, di qualcosa di diverso.

KanterStrasse quest’anno ha deciso di lanciare un po’ di messaggi in bottiglia, tanti puntini che ognuno può unire come gli pare e piace decidendo, in autonomia, di creare il proprio disegno. E queste bottiglie le lanciamo con entusiasmo, coinvolgendo e sostenendo artisti affermati, giovani in residenza artistica nei nostri spazi e proponendo percorsi di formazione per fare o semplicemente vedere, cercando di approfondire, con leggerezza, i vari puntini che formano la nostra realtà (oppure la realtà che ci circonda).

Simone Martini

[ KanterStrasse ]

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6 ottobre / 20 ottobre 2018

Residenza artistica Compagnia Francesca Caprioli

[ compagnia UNDER30 ]

20 ottobre 2018

ore 21.15

Compagnia Francesca Caprioli

IN-PASTO

prova aperta

Drammaturgia di Francesca Caprioli

Cast in via di definizione

Roma. Fa caldo, 35 gradi, è sera. È una di quelle sere in cui nell’aria si sente la puzza della terra e stanno tutti a casa a spararsi il proporzionale quantitativo di freddo che si sono potuti permettere dopo l’inverno.  Dentro la sera c’è una casa, piccola, uno degli alloggi che vengono assegnati alle famiglie dei militari, quelli tutti uguali, tutti poveri uguali, e un po’ vuoti, che da fuori sembrano le casette delle favole dove succedono gli incubi. Non c’è il condizionatore. 

Dentro la casa c’è una sala da pranzo tutta vuota, senza persone, tutta in attesa, che aspetta una festa. È addobbata come si addobbano le damigelle dei matrimoni burini, tutta colorata con la plastica dei bicchieri e il cartone dei piattini, tutta triste con i festoni e le bandierine alle finestre; il tavolo è in formica, o forse è plastica, due sedie di cinque sono uguali fra loro, col vimini, tre sono diverse, sono state chieste alla vicina di casa sicuramente. Entra una donna vestita carina. Non è proprio una donna, è più una ragazza, sembra una ragazza, in quel momento della vita delle ragazze in cui non si sa più come definirle perché hanno troppi pensieri addosso per essere ancora piccole ma nessuno vuole crederci. Ha dei grossi orecchini d’oro, due anelli d’oro alle orecchie e uno, ancora, all’anulare della mano sinistra; i capelli neri le scoppiano dentro la morsa di una pinzetta troppo piccola in cima alla nuca e anche gli occhi, neri, di colore e di trucco sembrano troppo grossi per il viso piccolo. Si chiama Verdiana, ha 28 anni, era sposata da sette quando il marito è morto, e gliene sono serviti due  prima di trovare il coraggio di fare quello che ha fatto stasera, prima di riuscire a mettere i bicchierini di plastica sul tavolo e i festoni, e le bandierine e tutto il cibo; e invitarli a cena, tutti e tre. Suona il citofono. Verdiana va ad aprire la porta. E la porta si apre su tre uomini, i tre migliori amici del marito morto, i tre commilitoni che sono sopravvissuti.  E nel tempo di una cena da cinque portate, nello spazio di uno spettacolo da cinque atti, viene fuori tutto: il livore, l’amarezza, l’ironia, l’ansia, l’amore, il tradimento. Perché ricordare significa  scoprire e ci sono troppe cose che quella ragazza carina, dentro la sua stanza colorata, non può sapere e troppo dolore, in una guerra bianco e nero, che preme per uscire come il siero di un’infezione e trova finalmente  la via nell’apertura di una risata. 

Ingresso gratuito

ore 18,00 Biblioteca Le Fornaci Culture Condivise

Spettatori Erranti Valdarno

Scopriamo insieme le stagioni teatrali dei teatri del Valdarno

presentazione del progetto, nuove iscrizioni, calendario delle attività

Partecipazione gratuita.

a seguire aperitivo e prova aperta

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martedì 13 novembre

ore 21.15

MO-WAN + KanterStrasse

Estragone e Vladimiro

riscrittura di Waiting for Godot di S. Beckett

regia e drammaturgia – Alessandro Brucioni

con Luca Avagliano, Michele Crestacci e Simone Martini

produzione mo-wan teatro e Kanterstrasse

con il sostegno e la collaborazione del Nuovo Teatro delle Commedie

“Bisogna continuare, non posso continuare, e io continuo”

  

Non ci sono strade. Non ci sono prospettive. Non ci sono punti di riferimento. Vorremmo che tutto cambiasse e tutto resta immancabilmente come è sempre stato. Lo stesso ramo, lo stesso ricordo. È un circolo vizioso. Non resta che cercare di venirne fuori.

La storia di Estragone e Vladimiro. Due personaggi scassati, straniti e inconcludenti. Perduti in un sentire e in un pensiero interno, intimo, spesso confuso e insicuro. Nemmeno la speranza della venuta di Godot può soddisfare concretamente la loro ansia. Nemmeno Pozzo. Nemmeno le risate o le canzoni alla radio.

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24 novembre 2018

ore 21.15

Sacchi di Sabbia

Andromaca

da Euripide

uno spettacolo di Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia

con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri,

Enzo Iliano, Giulia Solano

produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi in co-produzione con I sacchi di sabbia e il sostegno della Regione Toscana

Approfittando dell’assenza da casa di Neottolemo, in viaggio al tempio di Apollo, tra i membri della sua famiglia si accende una lite furibonda: la giovane moglie Ermione è gelosa della schiava Andromaca, con cui Neottolemo ha generato un figlio, e vuole ad ogni costo uccidere lei e il bambino. Il padre Menelao, giunto espressamente da Sparta, è deciso ad aiutare la figlia nel suo progetto di vendetta, così come Peleo -padre di Achille e nonno di Neottolemo – è deciso a fermarla. Andromaca trova rifugio presso l’altare di Tetide, e lì, aggrappata alla statua della Dea, prende tempo in attesa del ritorno dell’amante.

Neottolemo – il grande assente – è centro e causa dei vari scontri che animeranno la vicenda: ogni personaggio fa scelte decisive per la propria vita, convinto che al suo ritorno il signore farà giustizia. Ma, alla fine un messaggero racconta un fatto orribile: Neottolemo è morto subito dopo essere partito, prima ancora che ogni disputa e discussione avesse inizio.

Andromaca è un testo decisamente anomalo nella produzione euripidea: non vi si staglia alcun protagonista, nessun dio compare, come pure nessun “eroe tragico”; il mondo, svuotato di presenze eccezionali, sembra ospitare solo uomini incapaci di decidere del proprio destino. Le speranze si alternano alle tragiche disillusioni, in una danza meccanica, così macabra e spietata da sembrare comica.

Dopo i Dialoghi degli Dei, Massimiliano Civica e i Sacchi di Sabbia tornano insieme su un classico dell’antichità, esplorando i confini tra comico e tragico.

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Diffusioni KIDS

Domenica 25 novembre 2018 Ore 17.00

Giallo Mare Minimal Teatro

TRE PORCELLINI

di Renzo Boldrini e Michelangelo Campanale

regia Michelangelo Campanale con Renzo Boldrini

microscenografie Iole Cilento

animazioni digitali Ines Cattabriga

Tecnica Utilizzata: Attore, Immagini

Età consigliata: + 5

I 3 porcellini, racconto della tradizione orale europea che viene trascritto nel 1843 da James Orchard Haliwell, in questo spettacolo diventa un pre/testo, uno specchio necessario ad evocare i ricordi d’infanzia di un buffo personaggio, di nome Ultimo, che gira il mondo, con una valigia che ben presto si rivelerà essere un piccolo teatro.

Un bagaglio particolare che letteralmente contiene il suo originario quadro familiare e gli elementi significativi per ricostruire visivamente la casa nella quale viveva un tempo con i genitori ed i fratelli.

Un’ambientazione dove i quadri del padre, citazioni di famose opere pittoriche, e la storia dei 3 porcellini, usata dalla madre come storia di formazione dei figli, diventano il lievito per un doppio livello narrativo che intreccia la fiaba originale con le memorie d’infanzia di Ultimo, il suo viaggio di crescita, superamento delle paure fisiologiche insite nel percorso verso l’autonomia di ogni bambino.

Uno spettacolo che mischia la favola con citazioni da Hitchcock e la pittura di Botero che fornisce il punto di partenza dell’immaginario visivo che fa da sfondo allo spettacolo.

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Residenza artistica

24 novembre / 1 dicembre 2018

Sabato 1 dicembre ore 21.15

Prova aperta

Teatro Elettrodomestico

L’ALTRO GIORNO

Testi e voce di Pablo Noriega

In Argentina, nella provincia di La Plata, Pablo  Noriega ha disegnato i corti d’animazione El otro dia. Ha usato una tecnica rudimentale e ha scarabocchiato un tizio che ci racconta come l’altro giorno gli siano successe delle cose davvero incredibili. Il tizio ha veramente voglia, e una certa fretta, di dirci quel che gli è successo ma quando lo fa, ha sempre lo stesso tono flemmatico,  inesorabile, esilarante, e le sue storie ci portano nell’assurdo del quotidiano, laddove non riderci sopra è impossibile. Il tizio si arrabatta come può, come a molti è capitato ma, partendo dalla vita di tutti i giorni, le sue lotte lo portano ad affrontare accadimenti fuori dal comune, conditi di quella nota surreale, che spesso batte nei cuori argentini. A volte soccombe alle sue stesse storie, più spesso se le va a cercare, ma la cosa più importante è che ce le venga a raccontare. Ed  è così che l’altro giorno decide di non usare più i soldi, l’altro ancora capisce che è l’unico al mondo a non parlare cinese, oppure un altro ancora diventa Presidente. Non possiamo far altro che crederci, perché è troppo assurdo per essere vero. Perché se non ci  raccontassimo più storie, non ci sarebbe niente da credere. L’altro giorno è uno spettacolo di figura per adulti. Contro il logorìo  della vita moderna, non ci resta che arrenderci al fatto che tutto ciò che facciamo può avere delle conseguenze devastanti, che i guai sono guai in tutte le lingue del mondo, che l’imprevisto è più prevedibile di noi, che morire dal ridere è un degno finale ma che la fine comincerà sempre con “L’altro giorno”.

Teatro Elettrodomestico è composto da Eleonora Spezi, Bernard Vandal, Matteo Salimbeni.

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Diffusioni KIDS

Domenica 9 dicembre ore 17,00

Teatrino dei Fondi

La Principessa e il Drago

testo e regia Enrico Falaschi

da un soggetto di Angelo Italiano

con Serena Cercignano e Alberto Ierardi

scenografie Angelo Italiano e Marco Sacchetti

musiche e canzoni  di Alberto Ierardi

effetti sonori Marco Sacchetti

progetto luci Angelo Italiano

tecnica audio-luci Alice Mollica

segreteria di produzione Serena Genèro

produzione Teatrino dei Fondi con il sostegno di MiBAC e Regione Toscana

Tecnica utilizzata: teatro d’attore, canzoni e musica dal vivo

Età consigliata: + 6

Un drago sputa fuoco che dorme per l’incanto di una fata. Un Re che organizza feste per proteggere il proprio regno. Una Principessa un po’ ribelle costretta a rimanere nella sua stanza, quando tutti, ma proprio tutti, sono in piazza a festeggiare. Tutto sembra che vada come deve andare nel regno di Dragonia, fintantoché qualcuno, disubbidendo, finirà per combinare un bel guaio, risvegliando qualcosa di grande, di volante, di molto pesante!! Qualcosa che con il suo soffio è in grado di incenerire tutto ciò che incontra e che gli abitanti del regno hanno sempre ritenuto un pericolo da combattere e scacciare lontano. Inizia così la storia di un giovane musicista figlio di fornaio e di come riuscì a salvare il regno dopo che tutti i valorosi cavalieri avevano fallito nell’impresa.

La Principessa e il Drago è una fiaba originale, dove l’amore e la nobiltà d’animo vanno oltre le differenze sociali. Una storia che ci aiuta a riflettere sull’importanza di non fermarsi alle apparenze, sull’importanza di non aver paura del diverso da noi, sull’importanza della conoscenza e del dialogo per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi.

Uno spettacolo multidisciplinare dove il teatro d’attore viene integrato ed arricchito da una serie di elementi propri del teatro di figura (animazioni di sagome piccole e grandi) e di un bagaglio legato alla tradizione del teatro canzone, fatto di  musiche dal vivo e canzoni originali composte con un linguaggio adatto alle giovani generazioni.

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Sabato 19 gennaio 2018

Ore 18,00 Biblioteca Le Fornaci Culture Condivise

Tiziana De Rogatis e Chiara Lagani in dialogo: Elena Ferrante. Parole chiave.

Tiziana De Rogatis, professoressa associata di Letteratura italiana contemporanea presso L’Università per Stranieri di Siena e autrice del volume “Elena Ferrante. Parole Chiave” (Edizioni E/O 2018), in dialogo con Chiara Lagani, performer e drammaturga, co-fondatrice della compagnia ravennate Fanny & Alexander sul ciclo in quattro volumi de “L’amica geniale” di Elena Ferrante.

Ore 21.15 Auditorium Le Fornaci

Fanny & Alexander

DA PARTE LORO NESSUNA DOMANDA IMBARAZZANTE

progetto ispirato a “L’amica geniale”

liberamente tratto dalla quadrilogia di Elena Ferrante pubblicata da Edizioni E/O

con Chiara Lagani e Fiorenza Menni

ideazione Luigi De Angelis, Chiara Lagani e Fiorenza Menni

drammaturgia Chiara Lagani

regia e progetto sonoro Luigi De Angelis

cura del suono Vincenzo Scorza

costumi Midinette

produzione E/Fanny & Alexander, in coproduzione con Ateliersi

organizzazione e promozione Ilenia Carrone e Tihana Maravic

amministrazione Stefano Toma e Elisa Marchese

Si ringraziano Andrea Argentieri, Enrico Fedrigoli, Francesca Pizzo, Giorgia Sanguineto e Sofia Di Leva

testi della prima parte: brani da L’amica geniale di Elena Ferrante

testi della seconda parte: di Chiara Lagani (liberamente ispirati a Lyman Frank Baum, Toti Scialoja, Wislawa Szymborska)

Da parte loro nessuna domanda imbarazzante

e tu allora che cosa gli rispondi, invece di tacere con prudenza?

O di cambiare evasivamente il tema del sogno?

O di svegliarti al momento giusto?

(W. Szymborska)

1. L’Amica geniale, una lettura

Nel primo dei quattro romanzi del ciclo L’Amica geniale di Elena Ferrante, due bambine gettano per reciproca sfida le loro bambole nelle profondità di uno scantinato nero. Quando vanno a cercarle, le bambole non ci sono più. Le due bambine, convinte che Don Achille, l’orco della loro infanzia, le abbia rubate, un giorno trovano il coraggio di andare a reclamarle. Le due attrici, in questa lettura, si fanno fisicamente attraversare dal testo di Elena Ferrante, la storia è “detta” dai loro corpi e lascerà su di loro un’impronta indelebile.

2. Storia di due bambole, fotoromanzo animato

Qui ci sono solo due bambole. Sono forse le due bambole perdute? Nello spazio scuro e altamente simbolico in cui sono state abbandonate, le due figure si muovono e raccontano, quasi senza parole, la loro storia. Che eventi si consumano nel recesso misterioso e non scritto (della storia, del romanzo) che le ha prima accolte e poi fatte scomparire? Quelle bambole non hanno voce per rispondere a questa domanda, ma nemmeno per farne di nuove.

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DIFFUSIONI KIDS

Domenica 27 gennaio 2019

Ore 17,00

Compagnia del Sole

L’universo è un materasso

e le stelle un lenzuolo

diretto ed interpretato da Flavio Albanese

di Francesco Niccolini

Collaborazione artistica e Luci Marinella Anaclerio

Scena da un idea di Marco Rossi e Paolo Di Benedetto

Assistente alla regia Vincenzo Lesci

Foto e Video DIANE Ilaria Scarpa Luca Telleschi

Consulenza scientifica Marco Giliberti

Consulenza musicale Roberto Salah-addin ReDavid

Organizzazione Tiziana Laurenza

Comunicazione e promozione Antonella Carone

Direzione Tecnica Loris Leoci

Amministrazione Francesco Casareale

Si ringraziano per la collaborazione ed il sostegno: Piccolo Teatro di Milano, Ammirato Culture House, Santarcangelo dei Teatri e Alcantara Teatro e Marta Marrone

Tecnica: teatro d’attore

Età suggerita: + 7

Questo è il grande racconto del Tempo. È diviso in quattro Capitoli. Il primo racconta il tempo in cui il Tempo non esisteva ancora: l’origine del tutto attraverso il mito, in particolare la teogonia di Esiodo. Il secondo capitolo descrive il tempo in cui la realtà era ciò che il buon senso e l’occhio umano potevano cogliere e comprendere: al mattino il Sole nasce a est, la sera tramonta a ovest, dunque il Sole gira intorno alla Terra. Il tempo di Aristotele e Tolomeo. Il terzo capitolo è la rivoluzione copernicana, in cui l’uomo scopre che la realtà non è quella che sembra. Ovvero: il Sole è il centro del mondo e la Terra immobile non è.

L’ultimo capitolo è il più ambizioso e difficile: riguarda il Novecento, da Einstein ai Quanti, l’epoca in cui l’uomo ha cominciato a comprendere che non solo le cose non sono come sembrano, ma probabilmente tutto – come in teatro – è solo illusione: il tempo prima si è fatto una variabile relativa e poi è scomparso dalle leggi della fisica, lo spazio vuoto non esiste, le particelle di materia sono imprevedibili e non sono mai dove dovrebbero essere. Noi compresi, ovviamente. Tutto questo raccontato con occhi pieni di meraviglia (e anche un po’ di spavento) da un protagonista diretto di tutta la storia: il Tempo in persona, Crono, prima imperatore dell’Universo e poi, dopo essere stato sconfitto dal figlio Zeus, sempre più in disparte. Fino a sparire.

Francesco Niccolini

Raccontare ad un giovane pubblico la storia del Tempo, dal Mito alla Meccanica Quantistica è divertente e utile. È un modo per divertirsi studiando, per imparare ridendo, e farsi le stesse domande che i più grandi Filosofi e Scienziati si sono posti nei secoli. Domande semplici ma importantissime. Il Tempo forse non esiste, come forse non esistono gli Dei, ma è altrettanto vero che esistono tutte le cose in cui crediamo. “Le cose esistono se tu le fai esistere” quelle Belle e quelle Brutte. Dedicato a chi crede e non smette mai di crederci.

Flavio Albanese

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13 febbraio 2019

Ore 21.15

Davide Enia

L’abisso

di e con Davide Enia

musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri

Produzione Teatro di Roma, Teatro Biondo di Palermo, Accademia Perduta Teatri

in collaborazione con Festival Internazionale di Narrazione di Arzo

Spettacolo tratto da Appunti per un naufragio di Davide Enia (Sellerio editore)

Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre. Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più.

Io ero senza parole. Era la Storia quella che ci era accaduta davanti. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole dei film e dei documentari.

Ho trascorso molto tempo sull’isola per provare a costruire un dialogo con i testimoni diretti: i pescatori e il personale della Guardia Costiera, i residenti e i medici, i volontari e i sommozzatori. Rispetto al materiale che avevo precedentemente studiato, in quello che stavo reperendo di persona c’era una netta differenza: durante i nostri incontri si parlava in dialetto. Si nominavano i sentimenti e le angosce, le speranze e i traumi secondo la lingua della culla, usandone suoni e simboli. In più, ero in grado di comprendere i silenzi tra le sillabe, il vuoto improvviso che frantumava la frase consegnando il senso a una oltranza indicibile. In questa assenza di parole, in fondo, ci sono cresciuto. Nel Sud, lo sguardo e il gesto sono narrativi e, in Sicilia, «‘a megghiu parola è chìdda ca ‘un si dice», la miglior parola è quella che non si pronuncia.

Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente.

Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti. È per davvero un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani. Sta già cambiando tutto. E sta cambiando da più di un quarto di secolo.

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DIFFUSIONI KIDS

Domenica 17 febbraio 2019

Ore 17,00

Luca Ronga

Piccolo

Avventure di tre burattini, un attore e oggetti vari

burattinaio Luca Ronga

tastiera Marco Lazzeri

testo e regia Gino Balestrino

musiche Andrea Mazzacavallo

scene Eva Sgrò

burattini Brina Babini

LuciOmbre Anusc Castiglioni

foto di scena Ilaria Costanzo

spettacolo realizzato in residenza presso il Teatro Mario Spina (Castiglion Fiorentino) e il Teatro Dovizi (Bibbiena) con il sostegno di Officine della Cultura, NATA, Rete Teatrale Aretina

Tecnica: teatro di figura (burattini)

Età: + 5

Piccolo, uno spettacolo dedicato alla nascita, non solo a quella dell’evento reale ma bensì alla nascita che continuamente viviamo nel quotidiano. La nascita intesa quindi come atteggiamento di continua sorpresa nel veder sorgere le emozioni, la propria voce o nello scoprire i colori, così come il tatto, il ritmo ed anche il tempo. Un atteggiamento naturale nei bambini, da riscoprire per gli adulti.

Lo spettacolo, scritto da Gino Balestrino, attraversa le fasi iniziali della nostra vita. Piccolo, burattino protagonista cade nel tempo ed è da lì che comincia tutto. L’incontro con i personaggi scandisce come un sorta d’iniziazione gli eventi: l’uccello diventa così simbolo e guida vocale, i  ori e i colori e le stelle con la luna sono la magia della natura, metafora di vita e di morte nel passaggio delle stagioni mentre il pesce nel profondo del mare svela la nascita dei pensieri. Si passa, spostandosi in maniera atemporale alle lettere, alle formule matematiche, ai numeri, per passare all’ipad, ai fumetti, ai giornali, alla bibbia come in una babele sotto forma di  filastrocca.

Tutto poi si placa per conoscere l’altro, il gioco con il cane, il dolore con Hayde burattino e l’amore con Burattina. Uno spettacolo nel tempo fuori dal tempo dedicato all’infanzia ma anche a quegli adulti che con sorpresa e amore scoprono la vita nei suoi aspetti contrastanti.

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22 febbraio 2019

Ore 21.15

KanterStrasse

La Ragione di Kim

primo studio sul principio di realtà

Regia Francesco Manetti

Con Simone Martini e Alessio Martinoli

produzione KanterStrasse Teatro

con il sostegno di Regione Toscana

Questa storia inizia più o meno 4400 anni fa nell’antico regno che adesso chiamiamo Nord Corea e si conclude, forse, con il dittatore Kim Yong Un, ultimo erede della dinastia Kim.

Voler guardare al dittatore nordcoreano, ai suoi comportamenti, alla sua politica,alla sua vita quotidiana, è come guardare attraverso un vetro satinato: tutto appare vago, distorto,privo di dettagli, si possono intuire solo luci ed ombre, prive di dettagli chiari.

E come lui, è avvolta nel mistero l’intera nazione nordcoreana, forse lo stato più temuto e meno conosciuto al mondo.

Tutto ciò che sappiamo è frutto dell’immensa propaganda, a favore o contro, di fake news, miti e leggende metropolitane che si alimentano passando di bocca in bocca, alimentando così la nostra voglia di nemici mostruosi.

Uno spettacolo su questo piccolo uomo, ultimo rampollo della dinastia Kim, è uno spettacolo sulla nostra capacità di riempire gli spazi vuoti, di costruire intorno a un piccolo sapere una miriade di dettagli precisi ed incredibili, utili però a dimostrare la nostra superiorità morale e civile.

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DIFFUSIONI KIDS

24 marzo 2019 ore 17,00

Teatro Pirata

Robinson Crusoe, l’avventura

Ideazione e scrittura: Simone Guerro, Silvano Fiordelmondo, Francesco Mattioni Regia: Simone Guerro

Con: Silvano Fiordelmondo, Francesco Mattioni

Musiche originali: Simone Guerro

Scenografie: Frediano Brandetti

Tecnica Utilizzata: Teatro d’attore e di figura (burattini)

Età: + 6

“Ogni uomo, bianco o nero che sia, se lasciato solo diventa un naufrago “

dal film Terraferma di Emanuele Crialese

Il primo romanzo di avventura della letteratura moderna rivive sul palco grazie a uno spettacolo divertente e dolce allo stesso tempo. Un giovane ragazzo inglese, Robinson Crusoe, lotta contro tutti gli ostacoli che la vita gli presenta (e saranno molti!) per conquistare il suo sogno più grande: essere un marinaio ed esplorare il mondo. Ci riuscirà, ma come ogni impresa grandiosa, il prezzo da pagare sarà enorme, gli imprevisti moltissimi e la ricompensa immensa: essere un uomo libero!

Siamo nel 1651 Robinson all’eta di 19 anni decide di lasciare la sua agiata famiglia contro il parere del padre. La sua avventura inizia con un naufragio, ma il giovane non si da per vinto e decide nonostante il parere contrario del capitano della nave di imbarcarsi nuovamente, alla ricerca della sua libertà.

Dopo 15 giorni di navigazione, il sogno di diventare un vero marinaio si spezza in un terribile naufragio che lo lascerà solo su di una isola in mezzo all’oceano. Si dedicherà in solitudine a costruire il suo mondo e la sua vita finché, dopo 20 anni, un uomo a cui darà il nome di Venerdì approda sull’isola. Da quel momento la sua vita cambia, finalmente qualcuno con cui parlare, qualcuno a cui insegnare. Dopo 23 anni passati sull’isola ecco una nave approdare. Robinson finalmente potrà tornare a casa portando con se Venerdì che però si rifiuterà di seguirlo, vuole essere libero, libero di decidere dove andare . Robinson nella scena finale prende coscienza che non può imporre a Venerdì la sua volontà, e che se vuole veramente essere un uomo libero deve lasciare l’ amico, libero di scegliere, della sua vita.

Il Teatro Pirata si cimenta con un grande romanzo e lo fa affidando i suoi attori più anziani ad un giovane regista, Simone Guerro, nonché autore delle musiche e affidando la scenografia ad all’artista Frediano Brandetti.

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Maggio 2019

Habitat per una fiaba VI

A cura di KanterStrasse

Torna Habitat per una fiaba per la sua sesta edizione! Ogni anno con questo progetto monografico, scopriamo insieme un grande autore del passato attraverso teatro e arti visive. Habitat è pensato per le scuole e le famiglie: una settimana di incontri fra laboratori pratici e teorici e un inedito spettacolo teatrale. In questi anni siamo passati dalla fiaba popolare europea al grande teatro elisabettiano: abbiamo conosciuto Perrault, Grimm, Carroll, Shakespeare, Jarry… chi incontreremo quest’anno?


Laboratori 2018 19

KS.LAB

laboratorio di teatro per adulti

novembre • giugno

a cura di: Simone Martini e Lorella Serni / KanterStrasse

ZOO LAB

Piccola Accademia di Teatro

Per chi: bambini 8 – 11 anni

ottobre • maggio

a cura di: Lorella Serni e Lorenza Guerrini / KanterStrasse

LABORATORIO di TEATRO FIABATO

con elementi di GIOCO-CIRCO

Per chi: bambini 5 / 7 anni

ottobre / maggio

Condotto da Miriam Calautti / CircoImprovviso Pindarico

SPETTATORI ERRANTI VALDARNO

Formazione del pubblico

A cura di Selene del Vecchio e Elisa Brilli

PERCORSO DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO a Le Fornaci

Anno scolastico 2018 / 2019

Rivolto alle classi terze degli Istituti Superiori

Realizzato in collaborazione con ass.Conkarma

A cura di Valeria Alberti e Elisa Brilli


Segreteria Organizzativa

t. +39 377 987 8803

kanterstrasse.info@gmail.com

Newsletter comunicazione@festivaldiffusioni.com

Le Fornaci Auditorium Centro Culturale

via Vittorio Veneto 19 | 52028 | Terranuova Bracciolini (AR)

www.festivaldiffusioni.com | kanterstrasse.it | lefornaci.org

Biglietteria

Intero: € 10

Ridotto: € 7 (under26 / over 65; Spettatori Erranti tesserati 2018 19; soci Coop Centro Italia)

Bambini e domenicali per famiglie: € 5

Iscritti a Zoolab: € 6 (1 accompagnatore + allievo)

Iscritto a KS.LAB: abbonamento completo alla stagione compreso nell’iscrizione al laboratorio

 


info
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