DON’T FORGET ME di Ram Nehari | giovedì 22 novembre


regia Ram Nehari. Con Nitai Gvirtz, Eilam Wolman. paese Israele, Francia, Germania 2017. durata 87 min. V.O. 

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Tom, ricoverata in una clinica per disturbi alimentari, e Neil, musicista psicotico vivono insieme un’improbabile fuga senza meta nella notte tra Gerusalemme e Tel Aviv. Opera prima che ha conquistato lo scorso Torino Film Festival: Miglior Film, Miglior Attrice, Miglior Attore. 

 


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Tom, anoressica e cinica, è ricoverata in una clinica per disturbi alimentari. Neil, psicotico e sensibile, va e viene da un ospedale psichiatrico. Lei nasconde il cibo e cerca di evadere, lui compra una tuba nuova e cerca un gruppo in cui suonarla. Diplomato al conservatorio di Amsterdam, dove è cresciuto, Neil incontra Tom durante una visita fortuita, fanno sesso sbrigativo, fuggono dalla finestra ed errano senza meta per le strade di Tel Aviv. Neil vorrebbe portare Tom in torunée a Berlino, Tom invita Neil a cena dai suoi. Ma la cena si rivela un errore e i due ragazzi cercano rifugio nei loro deliri. Chiusi dal di dentro ma insieme. A loro modo.

Un giovane autore di cui non sappiamo niente, due attori sconosciuti, un debutto arrivato da Israele e ottantasette minuti dopo il sentimento euforizzante di aver assistito a un piccolo prodigio.

Opera prima di Ram Nehari, Don’t Forget Me è il singolare incontro di un candido e di una narcisista. È una commedia nera abitata da due protagonisti decisamente folli e naturalmente comici, sganciati dall’altro, alla deriva, privi di riferimenti ideali e simbolici che non siano il godimento del vuoto (Tom) o il vagheggiamento della follia (Neil).

Dentro e fuori da luoghi senza scampo, le cliniche in cui annaspano le rispettive esistenze, Tom e Neil finiscono per incontrarsi e perfino innamorarsi. Innamorarsi tra le “traslucide idee della grande follia”. Tom domanda all’imprudente Neil di portarla via e Neil lo fa davvero. Prima sbalordito, poi perduto d’amore per quella creatura tirata come un arco. Perché per Tom il mondo si riduce alla superficie liscia e asettica dello specchio, la sua passione è una passione di inconsistenza, la sua ambizione farsi identica alla sua immagine ideale. Non sente ragione Tom, non sente emozione, solo la spinta di una pulsione: governare il corpo, controllare i suoi appetiti caotici.